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Le emozioni più vere sono
quelle che possiamo condividere

“Qual è il mio intento? Mi impegno ad offrire un prodotto di assoluta eccellenza,
in tiratura limitata e con un chiaro obiettivo: quello di condividere la passione per il mondo del vino.
Passione tramandata da mio nonno Attilio, viticoltore e dal nonno Giulio,
professore di Agraria all’università di Brescia.

Marco Bruciamonti

1936:

abbiamo una bella storia.

La storia ebbe inizio nel 1936 quando i fratelli Attilio e Pietro Bruciamonti, entrambi viticoltori, acquisirono la Tenuta che si trova in località Moscatelli, all’interno del territorio di Montescano, piccolo comune collinare nell’Oltrepò Pavese situato tra la valle Versa e la valle Scuropasso. Da quasi 90 anni la sua storia si lega a quella di tre generazioni della famiglia Bruciamonti.
 

1967

Verso la fine degli anni 60, Luigi Bruciamonti, avvocato, eredita la Tenuta ristrutturandola integralmente. Recentemente si pensa a un’evoluzione della attività con ulteriori investimenti per garantire il futuro della Tenuta.

Oggi

Si deve infatti a Marco Bruciamonti, terza generazione, imprenditore, l’apertura ai mercati esteri e la ricerca
di una selezionata clientela di appassionati.

Siamo nell’Oltrepò Pavese

un territorio a forma
di grappolo d’uva.

La forma a triangolo, che evoca quella di un grappolo d’uva, è un segno del legame che unisce l’Oltrepò Pavese alla nobile pianta della vite: un territorio segnato dal passaggio del “parallelo del vino”, il 45° parallelo Nord, che attraversa alcune grandi regioni vitivinicole del mondo, dal vicino Piemonte alla zona di Bordeaux fino all’Oregon. Oltre agli elementi geografici il legame è storico. Qui, infatti, la coltivazione della vite risale al VI secolo a.C., portata dagli Etruschi, a cui si deve la prima valorizzazione delle specie locali.

Passando per l’Oltrepò Pavese, siamo nell’anno 40 a.C., lo storico greco Strabone ne elogia il vino buono, la gente ospitale e le grandi botti di legno, attribuendone di fatto l’introduzione agli artigiani locali.

 

La caduta dell’impero e le devastazioni barbariche ebbero un grave impatto anche sulla viticoltura, recuperata nel medioevo da un gruppo di monaci che nel loro peregrinare avevano sostato alcuni anni in Borgogna prima di stabilirsi in queste terre.

 

La storia più recente dell’Oltrepò vitivinicolo risale all’800 e al rinnovamento dell’intero settore a seguito della filossera: un evento disastroso che fu però la molla per una rivoluzione nel segno della qualità con l’introduzione di nuovi criteri di gestione del vigneto e degli impianti.

 

Inizia così la storia più attuale ed esaltante dei vini d’Oltrepò Pavese nel segno dell’eccellenza produttiva e della capacità di affascinare un pubblico sempre più internazionale.

L’identità culturale
di un territorio in ogni bicchiere.

In Tenuta Costera coltiviamo e manteniamo i nostri vigneti ispirandoci ai ritmi e ai metodi della tradizione contadina. Con lo stesso rispetto per la materia prima e l’autenticità del prodotto vinifichiamo nella nostra cantina per offrire un vino d’eccellenza, perfetta espressione del carattere del nostro territorio.

 

Nella Tenuta Costera il vino si è sempre fatto in un certo modo, senza fretta, nel rispetto della terra e delle sue uve, badando più alla qualità che alla quantità.
Del resto l’obiettivo non era quello dei grandi numeri o della competizione sul prezzo, ma quello di produrre per sè e per pochi fortunati destinatari.
Oggi, i criteri che ispirano le migliori cantine del mondo sono cambiati e, pur avvalendosi di tecnologie avanzate a garanzia della qualità del prodotto, si è andati recuperando accorgimenti che appartengono al modo più tradizionale di curare vigneti e cantina. Così ci siamo ritrovati ad essere innovativi, quasi senza volerlo, semplicemente per aver continuato a seguire e preservare la tradizione alla ricerca della qualità

Produzione limitata,
rispetto illimitato.

Il nostro indirizzo è quello di una produzione assolutamente rispettosa del territorio e attenta all’ambiente che limita ogni trattamento di origine non naturale.

 

Tenuta Costera propone una produzione limitata e in ogni fase della filiera, dalla manutenzione del vigneto ai processi in cantina, adotta procedimenti che ne fanno un prodotto esclusivo.

 

Oggi, in un momento in cui la priorità della salute influenza tutte le nostre scelte, anche quelle alimentari, orientarsi a un consumo di qualità rappresenta un fatto culturale che aggiunge valore alla qualità della vita.

Per un vigneto plastic free.

La ricerca della sostenibilità è un impegno quotidiano da mettere in pratica con atti concreti.
In Tenuta Costera, ad esempio, abbiamo dato vita a un programma per limitare l’uso di plastica e per il recupero di strumenti e accessori di lavoro in materiali naturali e riciclabili, per rispettare il nostro prodotto e l’ambiente.

Per la raccolta, che avviene in modo del tutto manuale a garanzia dell’integrità delle uve, vengono utilizzate ceste in vimini che lasciano respirare il prodotto come in antica usanza.
La qualità ricercata per i nostri vini, del resto, non è compatibile con i sistemi automatizzati che dimezzerebbero i tempi della raccolta: ritmi naturali, assenza di fretta, lavoro accurato, fanno parte della qualità ed esclusività dei nostri prodotti.

Vogliamo proporvi un vino vero, che sia il frutto dell’ambiente,
di un territorio unico, della sapienza delle nostre mani e dei ritmi delle stagioni.

Progetto Tenuta Costera

Chi ha il privilegio di disporre di un pezzo di terra, grande o piccolo che sia, deve impegnarsi a utilizzarlo a vantaggio dell’intero eco-sistema. Un dovere che sentiamo nostro e che cerchiamo di attuare in questa piccolissima porzione del pianeta che è la nostra tenuta.

Quello della sostenibilità non è più un’opzione ma l’unica scelta possibile. In Tenuta Costera abbiamo scelto di piantare piante di ulivo con l’obiettivo di creare un microclima idoneo al ripopolamento delle api, da cui dipende l’impollinazione di circa il 70% di tutte le specie vegetali e che hanno un ruolo attivo nel mantenimento della biodiversità.